27/01/2011
Prestiti senza busta paga per i co.co.pro
In Italia anche i cosiddetti co.co.pro, i lavoratori con un contratto di collaborazione coordinata e continuativa a progetto, possono ottenere dei prestiti attraverso il canale bancario.
Pur tuttavia, se il contratto a termine è in scadenza, magari perché ad esempio manca un mese al termine del rapporto, non è detto che l’Istituto di credito conceda il finanziamento.
In tal caso, infatti, l’unica via per ottenere credito è quella di andare a stipulare prestiti senza busta paga e, chiaramente, in tal caso occorre che alla banca vengano presentate delle garanzie aggiuntive, magari da parte di soggetti terzi in qualità di garanti che possono sostituirsi al contraente in caso di insolvenza di quest’ultimo.
20:44
Scritto da: lucsio79
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29/04/2009
Voglio un lavoro ben pagato e mobile
Abbiamo chiesto agli italiani che cercano un posto su Internet come vedono il lavoro. Futuro, soldi, desideri, aspirazioni e preoccupazioni: sei domande sull'immaginario di professione e carriera lanciate da Job24 sui siti di Monster.it e Il Sole 24 Ore.com, un quesito alla settimana dalla fine di agosto.
Hanno risposto in tanti, oltre 1200 navigatori a settimana in media (per un totale di 7mila risposte), rivelando, in qualche caso, modi di vedere e propensioni inaspettate se confrontate con il ritratto un po' sterotipato dell'italiano-tipo come risulta spesso dai grandi sondaggi.
Per esempio, dall'indagine Job24-Monster.it emerge una inedita disponibilità a spostarsi per guadagnare di più: oltre l'80% lo farebbe e, tra questi, il 40% si trasferirebbe «anche in un un altro continente», il 31% in Europa, l'11% in qualsisi parte d'Italia. O, ancora, per i frequentatori di Monster e del «Sole 24 Ore» online, un lavoro «precario ma vicino ai miei interessi» è l'opzione preferibile(39%). Addirittura, l'instabilità perofessionale diventa accettabile se è «pagata il doppio» (34%) e vince rispetto a un posto «stabile, pur se noioso e pagato poco». Condizione quest'ultima, che viene comunque apprezzata dal 27% dei rispondenti.
E' una fetta particolare dei lavoratori, quella di coloro che accedono a Internet e usano la rete per motivi professionali, e di questo va senz'altro tenuto conto nell'interpretare le risposte. Nella banca dati di Monster.it (953mila curriculum vitae inseriti alla fine di agosto, con il traguardo del milionesimo cv che si approssima: è atteso entro ottobre) gli uomini sono il 60%, di età tra i 25 e i 35 anni, per il 44% con esperienze lavorative precedenti e un livello di istruzione medio-alto (laureati oltre il 45%, 25% diplomati), provenienti per il 39% dall'area del Nord-Ovest. Non sorprende quindi, dato questo ritratto, che, in tema di politiche a favore dell'occupazione, il suggerimento prevalente sia quello di puntare sui giovani (58%) prima che sulle donne (23%) e sugli over 50 (18%).
Privilegiati gli internettiani a caccia di opportunità sul Web eppure molto, sempre più allarmati per le prospettive lavorative all'orizzonte. Alla domanda «ti senti più preoccupato per il lavoro oggi o tre-cinque anni fa?» ben il 75% clicca sulla casella "oggi". Solo l'8,7% dichiara di essere più fiducioso che in passato sul proprio futuro di lavoro mentre il 14,34% ritiene che negli ultimi annni sia cambiato poco. E non in meglio.
Anche su Internet, però, l'italiano di sempre fa capolino, e succede quando si parla di raccomandazioni e di lavoro delle donne. Per trovare un posto ti faresti raccomandare? si chiede. «Non vorrei, ma è impossibile farne a meno» risponde oltre il 40%. Mai e poi mai ricorrerei alla "segnalazione", ribatte quasi il 24%. Gli altri? Il 22% dichiara che non lo farebbe, ma che non ci trova niente di male e il 14,12 rivela di averlo già fatto e di non sentirsi in colpa per questo. Raccomandati e fieri di ammetterlo, come pure coloro (solo uomini, 15,71%) che non temono di apparire maschilisti svelando l'opinione che l'occupazione ideale per le donne si riassuma in «casa, figli e tempo per sè». Per fortuna sono quasi altrettanti gli uomini (14,40%) che invece pensano che le donne si realizzino con un lavoro full time, posizione condivisa dal 42,48% delle visitatrici dei siti. Rilevante anche la percentuale di donne che punta su casa, figli e tempo libero: è il 27,41% delle risposte femminili.
«Un dato senz'altro positivo evidenziato dal sondaggio - commenta Nicola Rossi, direttore marketing di Monster.it - é il gran numero di persone che si sposterebbero per lavoro: l'82%, sommando le tre risposte e va considerato che questa domanda è stata quella che ha anche coinvolto il maggior numero di visitatori tra le sei poste. Sarebbe interessante capire se gli italiani cambierebbero Paese anche per crescere come livello professionale, e non solo per i soldi». La forte preoccupazione sul futuro, va spiegata invece, secondo Rossi, con le risposte dei neolaureati: i frequentatori di Internet sono sì più favoriti di altri ma comprendono anche un gran numero di debuttanti assoluti: «Dei 35mila cv inseriti in settembre - spiega - il 35% é di persone in cerca di prima occupazione, quindi incerte. Gli ultra50enni candidati sono il 10%, diciamo che si sono "autovotati": ma per loro, come per le donne, abbiamo in progetto di aprire nel 2007 due canali dedicati di offerte di lavoro e informazione».
FONTE: Il SOle 24 Ore AUTORE: Rosanna Santonicito
11:14
Scritto da: lucsio79
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23/03/2009
L'intermediazione nelle assicurazioni
Il canale più importante ed utilizzato dalle compagnie assicurative resta quello degli agenti e dei subagentiLe strutture commerciali delle compagnie assicurative sono complesse e utilizzano per la distribuzione dei propri prodotti agenti, broker, promotori e ultimamente telefono ed internet; tuttavia il canale più importante ed utilizzato resta quello degli agenti e dei subagenti .
L'agente è un professionista della intermediazione che opera per conto di una o più compagnie di assicurazione, a seconda che sia mono o plurimandatario. In Italia costituiscono il principale canale di vendita soprattutto per le coperture assicurative destinate alle famiglie e alle piccole imprese.
L'agente rappresenta la compagnia in un territorio, ne cura i rapporti con il mercato e con i clienti; per questo il suo ruolo richiede competenze organizzative e di marketing oltre alle fondamentali conoscenze commerciali ed assicurative. Quasi la totalità opera mediante una gestione in appalto che sostanzialmente significa a proprio rischio.
L'agente è dunque l'imprenditore che gestisce una organizzazione commerciale e amministrativa alquanto complessa: per questa ragione non gli sono richieste solamente conoscenze assicurative e abilità commerciali ma anche competenze organizzative e di marketing; la laurea in discipline economiche o giuridiche fornisce una completa preparazione di base ma anche un diploma tecnico commerciale può costituire una piattaforma di partenza.
Per diventare agenti di assicurazione è necessario superare l'esame di Stato per l'iscrizione all'Albo, tenuto dall' Isvap (Istituto per la vigilanza delle assicurazioni private e di interesse collettivo): l'esame si può sostenere a Roma due volte all'anno, dopo un adeguato apprendistato in agenzia come sub-agente o produttore(in genere due anni), necessario per le verifiche di conoscenza pratica, parte complementare alla prova scritta e orale in materia assicurativa. Dall'esame di idoneità sono esonerati i candidati in possesso dei cosiddetti "titoli equipollenti": iscritti all'albo agenti di un altro paese dell'Unione europea, dirigenti di compagnia da almeno due anni oppure, sempre per almeno un biennio, subagente professionista.
Quest'ultimo si può definire come colui che, con l'onere di gestione a proprio rischio e spese, dedica abitualmente e prevalentemente la sua attività professionale all'incarico affidatogli da un agente e che non esercita altra attività impreditoriale o lavorativa, subordinata od autonoma. I sub-agenti professionisti gestiscono parte della clientela di un'Agenzia, o meglio, quella a loro affidata ma soprattutto quella da loro prodotta.
Il loro incarico è svolto da imprenditori costituendo una ditta con propria partita I.V.A., con conseguente rischio d'impresa. Il loro compito non è solamente quello di gestire la clientela ma soprattutto di produrre nuovi contratti e quindi nuovi clienti che essi stessi seguiranno gestendoli personalmente ed in maniera professionale.
Nell'attuale scenario competitivo a livello formativo per entrambe le figure è consigliata una laurea in discipline economiche o giuridiche oltre alla indispensabile esperienza sul campo e alla continua formazione in campo di nuovi prodotti. Dal punto di vista professionale un buon agente o sub-agente si nota dai contratti che non riguardano la responsabilità civile auto o dipendenti , obbligatori per legge: è qui che può intervenire sulle tariffe, differenziarsi dalla concorrenza e consigliare meglio un cliente in quanto l'obbligatorietà dell'RC spesso è tradotta in tariffari standard per questioni di pubblico interesse, portando ad appiattire le offerte delle compagnie che, inevitabilmente, tendono ad uniformarsi.
Per qualsiasi informazione si può contattare l' Unione Nazionale Agenti Professionisti di Assicurazione via Fabio Filzi, 2 - 20124 Milano TEL 02/67076868 02/67076860 FAX 02/67076870
Autore: Luca Mellano Fonte: Monster.it
21:46
Scritto da: lucsio79
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